Ritengo quanto mai attuale l’attrattività della promessa di due improbabili professionisti che assicuravano, ad un gruppo di malcapitati, di perdere 7 chili in 7 giorni in un celebre commedia italiana degli anni ’80.
Un incantesimo contemporaneo ci spinge verso opportunità che si nutrono del legittimo desiderio di raggiungere rapidamente quelle forme dell’essere e dell’avere a cui molti sentono di appartenere quasi per predestinazione.
Nell’ambito moderno la sfida delle organizzazioni è quella di sintonizzarsi sulla nuova ‘grammatica del sacrificio’, inteso come differimento del proprio guadagno immediato attraverso la scommessa di un risarcimento nel futuro. Un futuro con meno certezze di un passato non troppo lontano nel quale la cesura professionale faceva parte dell’interesse garantito.
Ecosistemi aziendali dunque, tanto capaci di riconoscere i costi sostenuti dai propri portatori di interesse quanto determinati nel creare le condizioni affinché le persone provino la gratificazione insita nell’atto stesso di orientare i propri sforzi verso i risultati che desiderano raggiungere.
Il sacrificio, nell’etimologia del ‘fare sacro’, come parte di un’equazione che guidi quotidianamente il senso di scopo degli individui senza l’illusione di poter fare a meno della disciplina come forma di amore per le ambizioni di cui ciascuno è responsabile.
Colture aziendali nelle quali le persone possano scegliere i talenti che vogliono seminare ma che fioriscono.
Autore
Luciano Spagnoli Fondatore di Shuitune, Formatore e Coach nell’area dello sviluppo delle prestazioni degli individui, dei gruppi di lavoro e delle organizzazioni appartenenti a diversi settori economici.

