Puoi comportarti come se avessi un numero illimitato di opzioni a tua disposizione ma non aspettarti che questa condizione ti renda felice. Questo è il cuore del paradosso della scelta, la teoria elaborata dallo psicologo Barry Schwartz e sostenuta da molteplici studi, tra cui quelli condotti da Zygmunt Bauman secondo cui la nostra società offre opportunità potenzialmente inesauribili di sviluppo personale, incentrate però su un concetto di libertà tanto abusato quanto insidioso.
Se l’abbondanza di possibilità che sentiamo di avere a nostra disposizione ci spinge a temporeggiare, sempre convinti che da un momento all’altro possa spuntare la migliore tra le opzioni possibili e, stiamo sperimentando la FOMO (fear of a Better Option), una condizione di procrastinazione, coniata dallo scrittore Patrick Mc Ginnis, che ci blocca e ci impedisce di prendere una decisione.
Se è vero che siamo liberi di scegliere fra tanti scenari, dunque, siamo inesorabilmente vincolati ad un unico obbligo evolutivo: scegliere per fare forma a sostanza ai nostri progressi.
Saper scegliere è un’arte, e come ogni arte richiede equilibrio, consapevolezza e, paradossalmente, limiti per prendere buone decisioni ed abbandonare le velleità di quelle perfette.
Un punto di partenza accattivante potrebbe essere quello di migliorare i criteri con cui scegliamo tra le opzioni a nostra disposizione per essere ragionevolmente sicuri che anche la peggiore di esse sarà tra quelle migliori per il nostro progetto di vita.
Autore
Luciano Spagnoli Fondatore di Shuitune, Formatore e Coach nell’area dello sviluppo delle prestazioni degli individui, dei gruppi di lavoro e delle organizzazioni appartenenti a diversi settori economici.

