Della motivazione estrinseca, cioè del risultato generato dalle forze note fuori la sfera intima dell’individuo, sarebbe insidioso parlarne in poche battute.
Le organizzazioni cercano da sempre la ricetta per motivare i propri collaboratori.
Ingredienti attribuibili al genere di appartenenza e molto altro in un’alchimia composta da tanti elementi quanti sono quelli attraverso cui possiamo descriverci. Riguardo alle forze interne che motivano l’essere umano mi appassiona, più di distinguo, il potenziale della persona in quanto tale. Azione. Ambizione. Aspirazione.
La motivazione non può essere separata dall’effettivo svolgimento dei compiti richiesti per raggiungere un obiettivo. È la regolarità dell’azione svolta che rende la motivazione più adatta del motivo, termine che descrive il perché compiamo anche solo uno specifico atto. L’ambizione, costituita dai traguardi che vogliamo raggiungere negli ambiti della nostra esistenza, limitata e misurabile perché svanisce con il suo raggiungimento.
L’aspirazione che diviene a tenere sottratto alla tirannia del tempo ed alla metrica del risultato. La disciplina fornisce la forza di uno si ogni giorno alle azioni che dobbiamo intraprendere.
La forza di volontà dona la determinazione di energia da quello che ci allontana da preconcetti. Non conosco categorie che si possano sottrarre a queste tensioni e rinnovo la meraviglia di come uomini e donne realizzino imprese straordinarie quando padroneggiano.
Autore
Luciano Spagnoli Fondatore di Shuitune, Formatore e Coach nell’area dello sviluppo delle prestazioni degli individui, dei gruppi di lavoro e delle organizzazioni appartenenti a diversi settori economici.

