Il fallimento, ossia la condizione di affrontare esiti che si discostano dai risultati auspicati, è il risultato delle oltre duecento tipologie di distorsioni cognitive che influenzano il nostro modo di pensare e di agire quando effettuiamo piccole e grandi scelte quotidiane.
Se sbagliare è inevitabile appare dunque più intrigante immaginare come commettere errori generativi piuttosto che ripetere gli stessi aspettandosi risultati differenti da quelli ottenuti senza il vantaggio dell’esperienza.
Fallire, quindi, con il metodo degli studi sugli errori intelligenti affinché gli sbagli a cui non possiamo sottrarci rappresentino un avanzamento nella direzione auspicata. Commettiamo errori nei campi dove siano realmente assenti indicazioni sull’inefficacia della formula da noi identificata per conseguire il risultato atteso e permettiamoci il rischio di fallire nei contesti che presentano circostanze credibili per progredire verso l’obiettivo desiderato.
Dedichiamo del tempo a riflettere sul perché sia ragionevole credere che la nostra soluzione sia vincente tra quelle disponibili e adottiamo salvaguardie che minimizzino gli impatti del fallimento che possiamo conseguire.
Il luogo comune che da un fallimento qualsiasi si impari molto più che da un successo è forse meno insidioso della mancanza di consapevolezza di quanto possiamo essere vicini al successo quando abbandoniamo la sperimentazione disciplinata di nuove forme pensiero e di azione attraverso cui raggiungere il nostro scopo.
Autore
Luciano Spagnoli Fondatore di Shuitune, Formatore e Coach nell’area dello sviluppo delle prestazioni degli individui, dei gruppi di lavoro e delle organizzazioni appartenenti a diversi settori economici.

